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2005
GLI INSIGNITI:

Lorena Bianchetti

Per l’alto contenuto etico morale e sociale espresso dalla trasmissione televisiva di RAI 1 “A sua immagine”, trasmissione di approfondimento teologico, religioso sociale in onda il sabato pomeriggio e la domenica mattina.
Conduttrice e attrice può contare su una formazione professionale davvero completa. Laureata in lingue, ha studiato danza, canto e recitazione.
Ha collaborato giovanissima con Corrado ne La Corrida e con Renzo Arbore per condurre “Speciale Rai International”. Come inviata speciale ha condotto la rubrica “Giubileo 2000” per RAI 1, seguendo poi Papa Giovanni Paolo II nei viaggi a Kiev e Atene, sino a condurre dal 2001 in poi, sempre per la RAI la trasmissione “A sua immagine”, della quale diviene protagonista come conduttrice ed anche autrice. Molto vicina al Santo Padre è stata pure inviata per il TG 1 a Pietralcina in occasione della canonizzazione di Padre Pio. Recentemente ha presentato il concerto per l’Epifania promosso da RAI 1, ed ha seguito con trepidazione la recente malattia del Santo Padre chiamata per l’occasione da Vespa nella trasmissione Porta a Porta. Ha approfondito nella trasmissione “A sua immagine” il pensiero e la vita di S. Caterina da Siena.
Massimo Boldrini
Nato a Siena nel 1945, laureato in Ingegneria Meccanica nel 1970 all’Università di Pisa con tesi sperimentale, matura la propria esperienza all’Alfa Romeo di Milano nei vari settori merceologici. Nel 1973 inizia a Padova una attività in proprio di produzione di macchine per lo stampaggio della plastica ( settore calzaturiero ) e dosatori di alluminio per fonderie. Per conto della Regione Toscana organizza con ottimi risultati 4 società di produzione del legno verificando la possibilità di recupero energetico degli scarti relativi, alle fornaci di laterizi con vantaggi economici non trascurabili .
Nel 1976 cede l'attività produttiva con sede a Padova, si trasferisce a Siena, responsabile dell'ufficio tecnico e assistenza clienti della società CEM. Con tali mansioni visita le aziende farmaceutiche di tutto il mondo ( Europa, America, Giappone ecc. ) maturando una esperienza nel settore specifico.
Nel 1983 è nominato direttore di stabilimento della CEM. Nel 1987 a seguito di politiche aziendali non condivise rassegna le dimissioni dalla CEM iniziando I'attivita in proprio di progettazione, costruzione e promozione di macchine e impianti per l'industria farmaceutica. Nasce la società DF. La DF ha avuto dal 1987 ad oggi un incremento progressivo di fatturato e contemporaneamente di tipologie di prodotti. Inserita nell'elenco delle aziende Toscane ad alta tecnologia, esporta le macchine in tutti i mercati mondiali. Le macchine prodotte spaziano dal settore lavaggio, sterilizzazione, confezionamento e controllo. Annovera tra i propri clienti aziende farmaceutiche di primaria importanza quali Astra -Zeneca, Chiron, Sanofi Aventis, Glaxo Patheon ecc. oltre l'Organizzazione Mondiale della Sanità. II gruppo DF impiega attualmente 55 dipendenti. Le sue linee guida, approvate e condivise dalla proprietà e dalle società del gruppo, hanno sempre avuto per obiettivo la ricerca e la sperimentazione nei vari settori di possibile interesse dell'industria farmaceutica. Gli utili sono stati sempre reinvestiti integralmente per tale finalità. Attualmente è in fase conclusiva un progetto iniziato due anni fa che prevede la creazione di una divisione agroalimentare ( DF AGRI ) nella quale trasferire le conoscenze farmaceutiche di progettualità validazione e certificazione. L'edificio che ospiterà tale nuova realtà è gia costruito e sono in fase di completamento le linee di assemblaggio e collaudo.La DF AGRI ha già sviluppato 18 modelli di macchine. L'altro progetto , nel quale crede molto,data la tipologia produttiva senese formata da piccole e medie aziende, è quello di attirare aziende complementari negli edifici di proprietà della DF, con le quali stabilire una integrazione produttiva con notevoli risparmi economici,con locazioni particolarmente convenienti.
Dobbiamo aggiungere la sensibilità al rispetto ambientale che in ogni progetto realizzativo ha avuto grande rilevanza.



Luigi Bonelli
Giornalista, commediografo, sceneggiatore, scrittore alla memoria nel cinquantesimo anniversario dalla scomparsa.
Un senese di "tipo nuovo, pur essendo nato a Siena nel lontano nel lontano 1892.
Aperto, ridente , elegante,colto, aggiornato,motteggiante, vibrante , come lo sventolio di una bandiera quella bianco verde arancione della sua Selva".  Così lo ricordò Mario Verdone nel necrologio scritto per la sua scomparsa avvenuta nel 1954. A cinquanta anni da allora Siena ricorda ancora Luigi Bonelli per i suoi innumerevoli lavori teatrali che ancora oggi all'inizio di questo secolo, vengono rappresentati. E del resto non si occupò solo di teatro ma collaborò negli anni trenta al film di Blasetti dal titolo "Palio" girato a Roma. Nella capitale al Teatro Valle presentò pure alcune sue commedie fra cui un’ operetta dal titolo "Rompicollo" per le musiche del maestro Pietri, aggettivo che diverrà poi il soprannome di battaglie della figlia Rosanna, la "donna fantino" del palio di Siena, che con quel soprannome corse il nostro Palio nella contrada dell'Aquila. Unica donna, assieme ad una ipotetica Virginia, ad essersi cimentata nella difficile kermesse di Piazza del Campo. Scrisse un libro dal titolo "Il teatro dei ragazzi" volendo con questo insegnare ai giovanissimi l'arte di far teatro. Numerosi furono i suoi libretti scritti per operette e soggetti per film interpretati da artisti italiani mitici quali Germana Paolieri, Rossano Brazzi„ Rossana Podestà, ed un ancor giovane Vittorio De Sica. Un artista eclettico tanto da impegnarsi sulla vita di Santa Caterina della quale scrisse per l'allora Bullettino della Società Internazionale di Studi Catermiani "Il linguaggio cateriniano" nel quale rivendicava per Siena, con il volgare delle lettere cateriniane , l'origine della lingua italiana nei confronti della vicina dantesca Firenze.


Giovanni Di Gennaro
La città di Siena si vede impegnata ad onorare la Polizia di Stato per gli innumerevoli sacrifici che quotidianamente compie, non privi di perdite umane, nella lotta alla malavita e per il rispetto delle Leggi dello Stato. Come nella edizione precedente fu insignita l'Arma dei Carabinieri a seguito dell'eccidio di Nassirya, quest' anno il nostro riconoscimento va alla Polizia di Stato per ricordare i numerosi caduti in nome dell'etica della giustizia, contemplata dalla stessa Caterina Benincasa nelle sue famose "lettere". Molti sono i compiti che la Polizia di Stato ricopre: lotta alla malavita, impegno sociale per il controllo dei quartieri a favore della tranquillità di tutti i cittadini, grande attenzione verso i bambini ed i più indifesi, particolare attenzione al controllo stradale e ai problemi che riguardano l'inserimento degli extracomunitari. Ma l'impegno maggiore affrontato dalla  Polizia di Stato, e che sovente riempie anche le cronache umane riguarda la lotta alla malavita organizzata: mafia, camorra, corona unita che, con ogni mezzo cercano di controllare il traffico di stupefacenti ed altre attività illegali. La vasta operazione attualmente in atto nel napoletano, dove quotidianamente avvengono scontri a fuoco, è la massima dimostrazione dell'impegno condotto dagli agenti della Polizia di Stato, come del resto è da considerare l'alto impegno che la Polizia sta portando in molti Comuni siciliani nella lotta alla mafia. Non sempre i sacrifici vengono riconosciuti adeguatamente però la giustizia creata dall'uomo, ma ispirata da Dio, che nella creazione voleva che gli uomini convivessero in pace durante la loro vita terrena, purtroppo molto spesso rimane un concetto astratto. Ed è per questo che coloro che la rappresentano e la difendono sovente pagano gli errori umani con la loro vita. Già  alcuni anni orsono la Polizia di Stato, venne insignita dal Comitato Cateriniano tramite il suo Capo Prefetto Masone;
Remo Girone
Dopo la Laurea in Economia e Commercio, trasferitosi a Roma nel 1971 si iscrive all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica. Debutta due anni dopo nel cinema con il film “Roma rivuole Cesare" e due anni dopo ricopre il ruolo di protagonista nel film di Marco Bellocchio "Il gabbiano", partecipando al Festival di Cannes. Da allora gli impegni cinematografici si susseguono numerosi: citiamo "Corleone", “Diceria dell’autore”, “Il viaggio di Capitan Fracassa”. Ma la sua popolarità si afferma a livello internazionale con la partecipazione alla fortunata serie televisiva “La Piovra" di cui diventa il personaggio n°1, dalla 3° alla 7° serie nel ruolo di Tano Cariddi. Qui rivela tutte le sue doti di attore drammatico che lo aveva già imposto in teatro, che rappresenta la sua vera grande passione. Nel ruolo di Tano Cariddi ci offre un’immagine reale di come agisce e si presenta la mafia, quasi ne fosse un interprete reale. Di lui ricordiamo ancora in televisione le fiction "Dio vede e provvede" e "Fantaghirò 5", oltre all’”Elefante bianco”che lo candidano tra i migliori attori italiani impegnati in televisione. Ma il teatro rappresenta la punta di diamante della sua carriera di attore. Lo ricordiamo in "Giulietta e Romeo" diretto da D'Amico, in "Mirra" di Ronconi, in "Oreste" di Patroni Griffi e in “Morte di un commesso viaggiatore” di Costa con il quale vince il Festival teatrale di Edimburgo, che lo proclama artista di teatro a livello internazionale.
Ma la televisione non può fare a meno di lui e lo chiama ancora ad interpretare nel ’99 la nuova fiction per RAI1 “Morte di una ragazza perbene” in cui interpreta il ruolo del commissario Giovanni Volterra, e nel 2001 è ancora protagonista de "La Piovra 10". Lo ricordiamo stasera, per avere ricoperto un ruolo pure nella fiction diretta da Renzo Martinelli “La bambina dalle mani sporche”.

Renzo Martinelli

Per l’edizione 2005 la scelta del comitato cateriniano per il cinema ha preso in considerazione per insignirlo con il massimo riconoscimento della città di Siena, il regista Dott. Renzo Martinelli perUn riconoscimento ad una maniera di fare cinema con genialità ed il raro impegno, dando vita ad un nuovo realismo italiano, legato ad eventi che hanno interessato il nostro paese da un punto di vista sociali e politico. Film come Vajont sono alla base di un nuovo realismo cinematografico che caratterizza la sua produzione come “La Piazza delle Cinque Lune” girato anche nella nostra città, che analizza al microscopio un periodo storico politico dell’Italia che vide l’uccisione dell’onorevole Aldo Moro. Oggi gli riconosciamo l’ottima direzione della recente fiction televisiva “La bambina dalle mani sporche”, tratto da un romanzo di Pansa. Quattro interpreti di eccezione, Ornella Muti, Sebastiao Somma, Giuliano Gemma e Remo Girone hanno costituito il cast di quest’ultimo lavoro diretto dal regista. Milanese considerato a tutti gli effetti un amico di Siena. Attraverso splendide e moderne immagini ha proposto con i suoi film in varie parti del mondo le bellezze senesi, contribuendo alla conoscenza dei monumenti e dei tenori della nostra città, favorendo così l’attenzione del turismo nazionale e internazionale. Il Comitato Cateriniano è onorato di insignire con l’immagine della compatrona d’Italia e d’Europa, l’illustre regista che entra così a far parte dei “Cateriniani nel mondo” in compagnia di personaggi illustri del mondo della celluloide, quali i registi Pupi Avati, D’Alatri, gli attori Alberto Sordi, Sergio Castellitto, Raul Bova, Claudia Kol, Margherita Buy che per la loro bravura onorano il cinema italiano. L’augurio da parte del Comitato Cateriniano e di tutta Siena è che riesca a realizzare un film o una fiction sulla vita, il pensiero, le azioni di S. Caterina da Siena, personaggio ancora oggi di grande attualità.

Giuseppe Masera
Viene insignito con il premio internazionale S. Caterina d’Oro città di Siena 2005, per le sue capacità medico scientifiche, ma anche per il suo grande amore, spirito di abnegazione e sacrificio personale, messi al servizio dei bambini affetti da linfomi e leucemie.
Il suo impegno, lo vede presente non solo in Italia, presso la Clinica Pediatrica Universitaria dell’Ospedale S. Gherardo di Monza, dove, appoggiato dalla Fondazione Verga, è riuscito a creare un centro accoglienza gratuito, dove vengono ospitati genitori e parenti di bambini affetti da malattie del sangue, in cura presso quell’ospedale. Di lui negli ultimi tempi si è occupata la grande stampa italiana ed estera, per avere dato vita  ad alcuni ospedali in sudamerica, con i quali collabora nella cura delle leucemie e linfomi per l’infanzia, in un mondo dove regna la massima povertà. Nel 1996 promuove la creazione della “Monza’s international school of Pediatric Hematology Oncology”, che cura l’aggiornamento e la formazione per centri di 15 Paesi dell’America Latina, oltre alla Croazia e la Serbia in Europa. Nel 1999, promuove la creazione del “Ponte di legno Working Group” che riunisce esponenti di 15 maggiori cooperatori internazionali.
Numero “uno” della medicina italiana nel suo settore, per tutto questo merita di essere insignito nella nostra città con l’immagine della compatrona d’Italia e d’Europa, premio significativo alla sua abnegazione, altruismo e preparazione scientifica. 
Innocenzo Mazzini

Quando il calcio è considerato uno sport amatoriale che dovrebbe accompagnare i bambini sin dall'età scolare nei terreni di gioco nel pieno rispetto dei principi dell'aggregazione, dell'amicia e della lealtà, viene in mente il suo nome. E’ Vicepresidente attuale e riconfermato da pochi giorni della Federazione Nazionale Gioco Calcio. A lui, medico sportivo, si deve molto di ció che il calcio oggi ha ancora di positivo, sin da quando dirigeva i vertici federali toscani il suo massimo impegno era profuso alla formazione del calcio giovanile. La medicina scolastica, rappresentava uno degli elementi principali dello sport, applicata nelle varie strutture educative della Toscana. Dopo l'attuale rielezione è auspicabile ancora il suo impegno teso a migliorare il gioco del calcio giovanile e non, in un momento in cui quello professionistico sta attraversando un periodo di crisi, per l’assoluta mancanza di valori etico sportivi e quando il calcio giovanile e dilettantistico trova poco spazio e sviluppo nel settore dello sport nazionale.  Per tutti i meriti che gli vengono riconosciuti la città di Siena, lo premia con il Santa Caterina d'Oro augurando che con i suoi principi ed i suoi insegnamenti, possa riportare il gioco del calcio ad essere una vera scuola di vita per tanti bambini e anche per tutti quelli che oggi abusano del loro ruolo in quello che dovrebbe essere appunto un gioco.

Mens Sana Basket

Alla base delle grandi imprese c'è sempre un felice connubio là dove spesso si uniscono elementi fra loro diversi, addirittura contrastanti. E un incredibile 2004 di successi sportivi, non è altro che la traduzione nei fatti della felice unione tra tradizione e moderno spirito imprenditoriale e di gestione delle risorse umane. Una società che insegna la vita in palestra dal 1871. che, pioniera in Italia ha iniziato a infilare i palloni nella retina. Quella stessa società mai ha dimenticato queste radici sapendole coniugare con le esigenze attuali di uno sport professionistico che fa misurare con metropoli europee e le insidie di un mercato globale. E come la migliore delle aziende si è dotata di un corpo ben funzionante. In cui ogni singolo atleta ha compiti e specificità precise, in perfetto equilibrio con quelli degli altri. Una struttura perfetta, sana, che in un crescendo entusiasmante ha saputo superare momenti di difficoltà. Fino a chiudere la fase decisiva con un a cavalcata inarrestabile, nove vittorie su altrettante gare, per chiudere i play off a tempi di record. Un primato che nel basket aveva un unico precedente, fatto registrare dalla virtus bologna dei record italiani ed europei. Un corpo che esegue senza errori in un anno delle meraviglie. Un progetto le cui radici affondano lontane nel tempo, ed hanno cominciato a germogliare con la Coppa Saporta del 2001. Poi due qualificazioni alle finali che raggruppano le quattro migliori realtà continentali. Gustoso antipasto ad uno slam tutto tricolore. Trionfano i giovani di Pianigiani nelle categorie under 20 e Juniores. Trionfano gli uomini di Recalcati. Primi a riuscirci in Toscana , e capaci di riportare lo scudetto a sud di Bologna a distanza di ben 14 anni. E' unanime il triplice grido campioni, campioni, campioni.

Marcello Neri
Un maestro ceramista operante da sempre nella nostra città, Maestro d.o.c. delle ceramiche senesi in bianco-nero, che portano il nome di Santa Caterina, che è il nome del suo laboratorio situato in Via Mattioli e dal quale escono tutte le sue opere in ceramica raffiguranti Contrade e pure la Compatrona d'Italia e d'Europa. Ma le opere d'arte per le quali in particolare il Maestro Neri è conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo sono le realizzazioni attraverso le quali riproduce in maniera perfetta i mosaici del pavimento del Duomo dl Siena. Che Marcello Neri,  questo modesto artigiano fosse famoso nel mondo lo stanno a dimostrare le numerose cartoline e lettere provenienti da ogni parte del globo. Un maestro famoso come i maestri di Faenza e Montelupo Fiorentino, anche se nella sua semplicità, Neri sembra non rendersene conto. Sin da giovanissimo Neri si è dedicato a questa professione insegnando i segreti della ceramica a moltissimi artisti suoi concittadini, dopo aver collaborato con il mai dimenticato ceramista senese Giorgio Bellini, con il quale fondò una società di produzione di ceramiche dal nome "Beneros", dalle prime lettere dei loro cognomi. Fondò l’attuale laboratorio “Ceramiche artistiche Santa Caterina”. Ormai era diventato il maestro per eccellenza creatore di ceramiche del novecento senese, attraverso le quali l’artista rende Siena nota in tutto il mondo con le sue opere, purtroppo non sempre valorizzato dalla sua città natale, come avrebbe meritato. Suo figlio Fabio, diplomatosi scultore ceramista e pittore presso il nostro Istituto d’Arte, segue le impronte del padre, collaborando nel laboratorio familiare.

Pubblica Assistenza medaglia d'oro al volontariato
Associazione di volontariato attiva dal 1893 che persegue finalità di solidarietà sociale, civile e culturale, rappresentando gli interessi e i bisogni della comunità, avvalendosi dell’opera dei volontari, di personale dipendente, di ragazzi e ragazze del servizio civile.
Tra le sue principali attività, oltre ai trasporti sanitari a mezzo di autoambulanze con servizio attivo 24 ore su 24 con personale preparato con appositi corsi di formazione, ci sono: trasporti sociali, telesoccorso, protezione civile, tutela ambientale, solidarietà internazionale e attività ricreative e sportive. I soci iscritti sono 6.800 con 150 volontari attivi, i servizi svolti mediamente i un anno sono 13.000 tra interventi di emergenza, trasporti sanitari e sociali, grandi numeri realizzati con l’impegno quotidiano di persone che donano il proprio tempo per il prossimo. E’ proprio all’impegno dei volontari che mettono anche a repentaglio la propria vita, per portare aiuti in zone e a persone colpite da calamità naturali non solo in Italia ma anche all’estero, che vengono salvate molte vite umane. Di particolare importanza, dal 1973 la costituzione del gruppo Donatori di Sangue e dei volontari facenti parte dell’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo).
A loro, a questi volontari, che con spirito di sacrificio e abnegazione sono al servizio degli altri, ed alla stessa istituzione con i loro dirigenti, il comitato cateriniano ha deciso di assegnare la medaglia d’oro riproducente la compatrona d’Italia e d’Europa unitamente ai ringraziamenti da parte di tutta la cittadinanza senese.
Pino Purificato
Figlio del celebre maestro di scuola romana, che fece parte degli artisti che dettero vita nell’arte contemporanea al Neorealismo italiano, ha seguito le tracce del padre da un punto di vista manageriale, divenendo un talent scout e promoter di eventi culturali legati all’arte. Quale presidente di Italarte, nonché proprietario di diverse gallerie nella capitale ed a Milano, assieme alla sorella Teresa, ha dato vita ad eventi artistici di livello nazionale e internazionale.
Particolarmente legato alla nostra città ed alla nostra provincia, da un paio di anni si impegna in prima persona per realizzare importanti eventi artistici per diversi nostri comuni dando vita a mostre culturali, fra cui retrospettive del padre Domenico, elevando così il tono della cultura, con particolari richiami turistici. Del padre, che fu pure preside dell’Accademia di Brera, resta il ricordo incancellabile del Palio dipinto e vinto dalla contrada dell’Aquila. Ha il merito di avere accolto nella sua organizzazione, che lo vede impegnato in gallerie d’arte in varie parti d’Italia ed all’estero, due artisti contemporanei senesi, Marco Salerni e Alberto Inglesi, promovendone l’immagine a livello nazionale ed europeo.
Suor Rosalia Pedroli
Dopo un breve periodo in cui operò presso l’ospedale di Castel del Piano, iniziò il proprio lavoro presso la Clinica Pediatrica dell’Ospedale S. Maria della Scala in Siena, dove ha lasciato un ottimo ricordo per le sue doti di umanità, carità ed amore verso il prossimo, in particolar modo verso i bambini ma anche verso le colleghe. Amata dai medici che ancor oggi, seppur lontana, la ricordano come “l’angelo” della Pediatria senese.
Lascia Siena nel 1976 assegnata dalla sua congregazione alla Casa Domingo Flores nel Petain Guatemala.
Qui, in un Paese dove regna la massima povertà, poco più che trentenne, sfidando pure i pericoli apportati dalla guerriglia locale, è alla guida del Convento di Flores, accanto al quale ha dato vita ad un Ospedalino con annesso dispensario, ad un collegio, un asilo infantile, e la casa per il ricovero di donne senza famiglia.
Viene descritta come una donna baciata dall’amore di Dio, così come lo fu la nostra S. Caterina. Per cui, il Comitato Cateriniano ha pensato di attribuirle il Premio Internazionale S. Caterina d’oro Città di Siena 2005, unitamente all’intera congregazione delle Suore Missionarie di S. Sisto, che con spirito di abnegazione portano aiuti materiali e spirituali in varie parti del sud America. Viene premiata su segnalazione dell’Associazione Senese di recente fondazione “Solidarietà in movimento”. Anche la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, riconoscendone i meriti, ha profuso nelle recenti erogazioni elargite, un contributo per potenziare con apparecchi radiologici il suo ospedale nel Petain. Ritira il premio Suor Maria Concetta Pilo