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La vita di S. Caterina da Siena
1347 -
Nasce a Siena il 25 marzo, nella contrada dell’Oca, figlia del tintore Jacopo Benincasa e di Lapa di Puccio De’ Piacenti. E la ventiquattresima di 25 fratelli e sorelle.
1353 -
Mentre percorre la via del Costone, in compagnia del fratello Stefano, ha la visione di Cristo Pontefice, accompagnato dagli apostoli Pietro e Paolo e dall’evangelista Giovanni. Si vota alla verginità perpetua. La famiglia ostacola la vocazione di Caterina e la vorrebbe maritare. Le impediscono di avere una camera per sé e la costringono a servire in casa. Un giorno il padre la sorprende in preghiera con una colomba aleggiante sul capo. Decide di lasciare libera la giovane di scegliere la propria strada.
1363 -
Dopo anni di preghiere e penitenze, riceve l’abito domenicano del Terz’Ordine (Mantellate). Nella sua cameretta spoglia conduce per alcuni anni vita di penitenza.
1367 -
Caterina impara a leggere. Riceve l’anello delle mistiche nozze con Gesù. Detta le prime lettere. Ha inizio la sua attività caritativa: poveri, malati, carcerati - spesso ripagata da ingratitudine e calunnie.
1368 -
Muore il padre.
1370 -
Avviene lo scambio dei cuori tra Caterina e Gesù.
1371 -
Si aggiungono a Caterina i primi discepoli, chiamati per scherno “caterinati”.
1373 -
Caterina comincia ad indirizzare lettere a personalità di rilievo del mondo politico.
1374 -
Nel maggio è in Firenze dove acquista nuovi amici e discepoli. In quello stesso periodo le è dato come direttore fra Raimondo da Capua, della famiglia delle Vigne - un direttore che ben presto diventerà discepolo e sarà il maggior biografo della Santa. Nell’estate si prodiga in Siena per assistere gli appestati. Nell’autunno è a Montepulciano, nel monastero domenicano fondato da S. Agnese Segni.
1375 -
Viaggi a Pisa e a Lucca, per dissuadere i capi delle due città dall’aderire alla lega antipapale. Nella chiesa pisana di S. Cristina sul Lungarno, il 1 aprile, riceve le Stimmate e ottiene, per umiltà, che rimangano invisibili. Si colloca in quest’anno la sua assistenza al giovane perugino Niccolò di Toldo, fin sul palco dell’esecuzione capitale.
1376 -
Numerose città d’Italia si ribellano contro il Papa. Gregorio Xl lancia l’interdetto contro Firenze. Nel duplice tentativo di indurre il Papa a togliere l’interdetto ed a ritornare in Italia, Caterina alla fine di maggio parte per Avignone (forse passò da Bologna, dove avrebbe visitato la tomba di S. Domenico). Il 18 giugno giunge alla Corte Papale e il 20 vede Gregorio XI, il quale si decide a partire per l’Italia (13 settembre).
Anche Caterina riparte per l’Italia. Si ferma a Genova, dove incoraggia il Papa, incerto se tornare ad Avignone, a proseguire il viaggio per Roma.
1377 -
Il 17 gennaio Gregorio XI entra in Roma. Caterina è tornata a Siena, dove continua una intensa attività. Nel castello di Belcaro fonda il monastero di S. Maria degli Angeli. Nella tarda estate si reca in Val d’Orcia per pacificare due rami rivali dei Salimbeni. Qui riceve quella straordinaria illuminazione sulla Verità che sta alla base del Dialogo. Qui impara a scrivere.
1378 -
Per incarico del Papa va a Firenze per trattare della pace, e, nel giugno, rischia di rimanere vittima di una sommossa, ma il 18 luglio il sospirato ulivo della pace entra nella città. Frattanto Gregorio XI è morto (27 marzo) e gli è succeduto Urbano VI (8 aprile) che ben presto trova ostilità nel collegio dei cardi¬nali, francesi in maggioranza, che il 20 settembre procedono ad una nuova elezione e danno il nome di Clemente VII a Roberto di Ginevra: è questo l’inizio dello scisma di Occidente. Chiamata da Urbano VI, Caterina giunge a Roma il 28 novembre e il giorno seguente parla in concistoro incoraggiando Urbano e i cardinali rimasti fedeli a lui.
1379 -
Intensa attività epistolare per dimostrare a principi e uomini politici, come agli ecclesiastici, la legittimità della elezione di Urbano VI. Ma dovunque, nell’Italia centrale ed anche in Roma, è guerra. Caterina si consuma nel dolore per la Chiesa divisa. Se ne trova un eco nelle Orazioni, che i discepoli colsero dalle sue labbra.
1380 -
La rivolta dei romani contro Urbano è per Caterina nuovo motivo di sofferenza. Quasi allo stremo delle forze riesce ancora, sotto l’impero della volontà, ad andare ogni mattina a S. Pietro e trascorrervi l’intera giornata in preghiera. Ma dalla metà di febbraio e immob ilizzata nel suo letto. Muore il 29 aprile, sul mezzogiorno; da circa un mese ha compiuto 33 anni. E sepolta in S. Maria sopra Minerva.Successivamente Raimondo da Capua soddisfarà il desiderio dei senesi portando a Siena il capo della Santa, tuttora in S. Domenico. Il corpo, dopo varie vicende, dal 1855 si trova sotto l’altare maggiore della
basilica minervitana.
1461 -
Il 29 giugno Pio Il (Enea Silvio Piccolomini, già Vescovo di Siena), proclama Caterina santa (festa
la prima domenica di maggio, successivamente il 30 aprile, e oggi il 29 aprile, giorno del transito).

 

 

1866 -
L’8 maggio Pio IX proclama S. Caterina Compatrona di Roma.
1939 -
Il 18 giugno S. Caterina da Siena e S. Francesco di Assisi sono proclamati da Pio XII Patroni
primari d’Italia.
1970 -
Il 4 ottobre Paolo VI riconosce a S. Caterina da Siena il titolo di Dottore della Chiesa Universale.Caterina è la prima donna a meritare tale titolo, dallo stesso pontefice conferito a S. Teresa d’Avila (vissutadue secoli più tardi) e sino ad allora riservato a soli ecclesiastici (30 in tutto).